Una “Tavola di speranza” quando gli incubi sono reali
Passeggiando per l’affollata via Edsa, in Manila, sul muro perimetrale del seminario diocesano, si può ammirare un murales che riproduce una interessante interpretazione dell’Ultima cena, dove il Cristo siede a tavola nei bassifondi della città circondato da bambini di strada. L’opera è di Joey Velasco, ex-allievo salesiano. “Hapag ng pag-asa – La tavola della speranza - è il mio omaggio ai numerosi ragazzi di strada che vivono ogni giorno nella paura e incontrano nella realtà i mostri degli incubi. Il murales è una interpretazione socio-culturale della figura di Cristo che spezza e distribuisce il pane nei quartieri malfamati. Questo dipinto è anche dedicato ai Salesiani e al loro grande lavoro che apprezzo molto». Dopo aver superato, il 31 gennaio 2005, un delicato intervento al rene l’artista, ha voluto esprimere la sua gratitudine attraverso una opera artistica. «Avendo frequentato per alcuni anni il centro giovanile salesiano, non ho mai dimenticato i volti segnati dalla povertà e della fame che hanno i giovani nel nostro paese. I Salesiani mi hanno insegnato che il Cristo è venuto per salvare non la sola anima, ma per benedire la nostra vita. Questa è l’idea che ho voluto comunicare nel mio dipinto. Una tavola di speranza in mezzo all’oscurità. Su una tavola sconnessa, fatto di assi di legno, è stato fondato il Regno di Dio perché il Cristo ha dato la priorità alle piccole cose. È un dipinto in cui lo spettatore può rispecchiarsi. Considero questo lavoro come una eredità per i miei figli, affinché possano ricordare i valori della carità e della pietà, che la pienezza di vita è possibile anche sulla terra con la compartecipazione e l’offerta della vita”. Il murales è stato inaugurato da mons. Teodoro Bacani, vescovo titolare di Gauriana e Ausiliare di Manila e da mons. Antonio Tobias, vescovo di Novaliches, lo scorso 9 dicembre. Il dipinto ha suscitato l’ammirazione di mons. Gaudencia Rosales, arcivescovo di Manila, un ardente sostenitore chi si adopera per alleviare la povertà dei più piccoli.
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